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Martino è un'anima rock in un mondo dove si balla un perbenistico pas de valzer. Goffo ai ritmi degli altri, che poi sono altre storie, altre danze, altre paure, altri coraggi. Presa coscienza si colpevolizza, ma è un riflesso incondizionato, sempre puntuale. Martino cerca altro nella vita, ed è proprio l'altro sé trovato, quello contro il quale combatte sin da bambino, dai tempi della Barbie per intenderci, che attenta alla sua serenità. Inseguendo la passione per il Cinema, si trova lontano da casa e da tutte quelle che erano certezze, solo apparenti. Ora vive a New York dove non può fare altro che «circolare». E proprio mentre circola manda al diavolo il paradiso, o meglio, quello che poi paradiso non risulta essere. Comicamente o tragicamente inizia la sua avventura metropolitana al gusto di sesso e di confuso odore di sentimento. Veloce come un film corre la vita di Martino in «Goditi il problema» (Rizzoli, pag. 306 euro 17) di Sebastiano Mauri. Frasi come fotogrammi vanno e il personaggio simpatico inciampa e si rialza, perché la storia deve volare verso l'amore e la stima di sé. Non ha risposte per questo quiz che è la sua vita nuova e l'argomento è: omosessualità. Al lavoro un capo cinico sbaglia il suo nome. E al principio della carriera il suo ego è messo a dura prova. Ma lotta Martino e corre verso la sua vita, su di un paio di scarpe da ginnastica o  su un paio di tacchi rosa con tanto di coniglietto, ma il concetto è che corre. Verso un principe azzurro, che se pur vestito di bordeaux, potrebbe essere lui. Ma visto che è bordeaux il colore del suo mantello allora è chiaro che non è lui. Neanche questa volta. Martino però ci crede. Vive l'amore tra sesso e droghe, repellenti vomitate e sexy saune. D'altronde l'amore è qualcosa che si fa, non che si è. Godersi il problema è l'unica soluzione per cedere alla vita, vivendola, triste, amara o buffona che sia. Dissero «no» al nostro personaggio quando già da tempo la sua soffocata negazione, alla banalità, alla routine, alla mediocrità degli stereotipi, era stata pronunciata con un grido di rabbia. Pezzi di vita da tagliare e da unire, un montaggio alternato alla Griffith, la vita di Martino. Un rosario di speranze da snocciolare dove preghiera è desiderio e amore un miracolo in cui credere. 

da milano a new york la vita di un single seriale by veronica meddi, il tempo 2012