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Finalmente un bel libro. Ben scritto e ben strutturato, “Goditi il problema” di Sebastiano Mauri (Rizzoli 2012, pp. 306, € 17,00) racconta la storia di un ragazzo che dalla provincia lombarda, dove è cresciuto in seno a una famiglia benestante, ma profondamente anticonformista, si trasferisce a New York per studiare cinema. Nella Grande Mela Martino Sepe, questo il nome del protagonista, non solo capirà che non basta una laurea alla NYU per sfondare nella settima arte, ma che forse neanche una dura e a tratti umiliante gavetta con uno dei più quotati e perfidi produttori esecutivi, riuscirà a rendere realtà il più classico dei sogni americani. Ma New York saprà regalargli, invece, un’inaspettata quanto desiderata nuova vita, nella quale non dovrà più fingere di essere etero per compiacere gli altri, e nella quale l’esperienza andrà vissuta fino all’ultimo minuto, fino all’ultimo piacere chimico. E quando anche il cinema sembra ritornare nella sua vita e concedergli la tanto agognata possibilità di sfondare, sarà Milano a richiamarlo.
Una tragicommedia moderna, dove momenti ilari si mescolano senza tregua a episodi quasi commoventi, non lasciando al lettore il tempo di annoiarsi. Abbiamo incontrato Sebastiano Mauri e gli abbiamo fatto il nostro questionario, ecco le sue risposte:

Qual è il tratto principale del tuo carattere?

Mi adatto facilmente.

La qualità che desideri in un uomo?

La dolcezza.

In una donna?

La forza.

Cosa detesti di più nei tuoi amici?

La doppiezza.

La cosa che apprezzi di più nei tuoi nemici?

Il coraggio.

Qual è il tuo più grande difetto?

Preoccuparmi di quello che pensano gli altri.

Il tuo passatempo preferito?

Disegnare.

Quale è per te la più grande ingiustizia?

Sopraffare i più deboli.

Cosa o chi vorresti essere?

Vorrei essere me stesso, ma meglio.

In quale paese vorresti vivere?

in un paese di cui non conosco ancora l’esistenza, almeno per

un po’.

Facebook o Twitter?

Facebook.

Il tuo autore/poeta preferito?

David Sedaris.

In quale eroe/eroina della finzione ti identifichi?

Arturo Bandini, lo definirei più un antieroe.

La canzone che canti sotto la doccia?

“El Bombon asesino” dei Los Palmeras, vi sfido a conoscerla.

Quale musica o canzone vorresti al tuo funerale?

“Lucy in the sky with Diamonds” dei Beatles, mi sembra una scelta ottimista.

Cosa vorresti fosse scritto sulla tua lapide?

Ci ha provato.

Il tuo film preferito?

8 ½ di Federico Fellini.

Chi sono per te gli eroi/le eroine nella vita reale?

Gerhard Richter, Hildegard Von Bingen, Andy Warhol, Pier Paolo

Pasolini, tutta gente che non se ne sta tranquilla al loro posto.

Chi o che cosa detesti di più nella vita?

I settarismi, difendere il proprio orticello senza cercare una visione d’insieme.

Se fossi Primo Ministro (o Dio), qual è la prima cosa che

faresti?

Preferisco Dio, ha un raggio d’azione più ampio e poi odio le auto blu. Lascerei il libero arbitrio, ma renderei gli uomini naturalmente inclini all’altruismo, invece che all’egoismo. Più Gandhi e meno Omar Al Bashir. Credo che il resto si aggiusterebbe di conseguenza.

Quale super potere vorresti avere?

Diventare trasparente, sono uno spione.

Qual è il tuo attuale stato d’animo?

Mi sento di fronte a un incrocio complicato: immagina di guidare per Piazzale loreto a Milano nell’ora di punta senza sapere che strada prendere, qualcosa del genere.

Il tuo più grande rammarico?

Tutte le volte che ho rinunciato a qualcosa per timore di fallire.

Che cosa è per te la letteratura gay?

Non credo nella letteratura gay, femminile o etnica che sia, mi sembrano distinzioni dannose e riduttive, una storia è una storia.

Qual è il tuo motto?

Che ne dici di ‘Goditi il problema’?
 

houston, non c'รจ nessun problema by gian pietro leonardi, lui magazine 2012