asas

- Tata Lina, cosa vuol dire invertito?
- Perché te mél dùmandet?
- L'ho sentito in televisione.
- L'è na brüta parola.
- Ma cosa vuol dire?
- Voeur dì omosèsual.
- Cioè?
- Un òm che se'l fidansa cun tun alter òm.
- E omosessuale è una brutta parola?
- No, picinìn.
- Ma se invertito è brutto, e omosessuale no, perché la gente dice invertito?
- Perchè i stupid disen semper dei brüt paròl, così se creden meno stupid.
- E quanti sono?
- Chi l'è?
- Gli stupidi.
- In tropp.
Martino Sepe è un bambino il giorno in cui - lacrime agli occhi - dichiara guerra alla propria vita. Sale in camera sua, rapisce la sua migliore amica - Barbie Malibu - scende in giardino, la lega ad un sasso e la getta nel laghetto delle carpe guardandola affogare.
"Io non sarò mai un omosessuale".
Punto.
E a capo.
Siamo nel bel mezzo degli anni '80 a Loviate, piccolo paese intrappolato tra Milano e la Brianza, e "Goditi il Problema", opera prima di Sebastiano Mauri, è la bellissima storia di una consapevolezza conquistata a caro prezzo.
Le pagine di questo libro sono piene di un senso d'essere che prima o poi tocca ognuno di noi. Scappare dalle proprie origini per inseguire un sogno mai realizzato, salvo poi - un bel giorno - svegliarsi nudi nel letto di due sconosciuti e capire che la vita - insieme ai sogni - è sempre stata altrove.
Ma, pur remando contro se stesso, Martino arriva a scoprire il gusto della normalità di sentirsi diverso da tutti. Come il film che avrebbe voluto dirigere, il romanzo della sua vita è un vortice in cui tutto precipita e torna in superficie, avventure e contraddizioni, affetti e spudoratezze.
Tirando le somme, "Goditi il problema" è un commovente inno alla libertà che ho letto d'un fiato. La tristezza, il disordine e l’affannarsi in cerca di qualcosa che ci sembra non arriverà mai non sono il contrappasso da pagare nell’attesa di un improbabile lieto fine, sono la vita stessa, con il suo nucleo irriducibile di mistero, gioia e sofferenza che soli possono portarci a conoscere chi siamo veramente.
E come dice il dottor Zagula, trovandomi più che mai d'accordo:
"Pensa a cosa desideri, non dare un nome al tuo desiderio". 

goditi il problema by i-psoas, il camice blu 2013