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Nella cornice elegante del Macro di via Nizza c’è qualcosa che stona con il contesto: lo troviamo in un angolo, all’ingresso, e somiglia ad un distributore automatico dalla forma avveniristica.

Solo avvicinandoci scopriamo che è in un jukebox. Ma non un jukebox qualsiasi; al posto della selezione di cd, al suo interno, c’è una piccola statua della Madonna stagliata contro uno sfondo creato con i resti di una sfera da discoteca. Sul Jukebox compaiono otto tasti e una fessura per le monete: con un’offerta a piacere si possono ascoltare le musiche sacre di otto religioni diverse grazie all’istallazione che l’autore, Sebastiano Mauri, ha intitolato The God Machine.
Rivisitando il culto in chiave pop l’artista la diversità culturale in merce di consumo fruibile da chiunque, eliminando quell’aura di sacrale severità che accompagna di solito gli argomenti religiosi e indagandone piuttosto rapporto con la modernità e il pubblico stesso, che si approcia all’istallazione con genuina curiosità e un pizzico di divertimento. 

art in the lobby by martina baratta, pensieridicartapesta.it