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Il 13.06.13 (data da cabala?) è stata la sola notte trascorsa, ahimè, con Sebastiano Mauri. E’ durata infatti un’unica, lunga sera estiva l’installazione che Sebastiano, con la curatela di Francesca Alfano Miglietti, ha presentato in uno spazio dismesso nella periferia milanese. Attese#3: Rooms raccoglieva sei dei molti lavori video di Sebastiano Mauri, divisi per ‘stanze’.

Mauri è generoso e poliedrico, difficile catalogare il suo lavoro che spazia dal video alla scultura alla scrittura. Sicuramente c’è molto amore in senso lato in tutto quello che fa. E se non è amore, sicuramente è attenzione per le persone, grattando la superficie per scoprire cosa c’è sotto di autentico, attenzione per Dio, un dio, il nostro o il tuo, quale dio… attenzione per il mondo che lo circonda, che è variegato e poliedrico come lui.

La stanza dell’adolescente
Il fatto di essere internazionale si traduce in Sebastiano in un linguaggio elegante senza essere patinato, in un modo piano di mischiare altissimo e bassissimo, di porre domande adulte senza l’enfasi della consapevolezza.Nella stanza dell’amore una doppia installazione video mostrava scene erotiche accanto a scene di violenza, mentre la stanza delle divinità’ ‘I believe in God’ dimostra come un dio si possa sempre scegliere… la stanza dell’adolescente raccontava scelte e sesso incerti, mentre la lunga passeggiata di volti e storie nel salone era uno spunto per riflettere sull’unicità dei percorsi personali.

Francesca Alfano Miglietti e Filippo Timi nella stanza dell’amore
Il luogo era spettacolare, la serata ancora non troppo afosa, gli ospiti molto attenti, ma una sola notte con Sebastiano è troppo poco… 

 

una notte con sebastiano mauri by michela moro, liweb.it 2013