asas

1- Mauri ama l’ironia. E la sua arte pure: finalmente una mostra che fa (anche) ridere.

2- Le sue teche di vetro provano che gli alieni sono davvero tra noi. Ma sottovuoto.

3- I presepi surreali, dove si consumano amori impossibili tra robot, divinità pop e attrici porno, sono ecumenici. Perché prendono per il culo un po’ tutte le religioni.

4- L’artista è un bambino che gioca. E giocando costruisce giocattoli.

5- L’artista è un sadico: i suoi giocattoli sono macchine celibi. Noi adulti non possiamo giocarci, ma solo guardarli.

6- L’utopico abbraccio tra il sacro e il profano maschera un inno all’iconoclastia.

7- Apparentemente inoffensivi, i divertissement di Mauri aprono le porte al regno del kitsch. Dove le regole del buon gusto vengono sovvertite.

8- I suoi ritratti e i suoi video sono viaggi nei volti di stranieri sconosciuti e intensi. Che parlano con l’esperanto degli occhi.

9- Dai quadri emergono domande che restano sospese nell’aria. Contorni indefiniti. A cui ognuno può dare forma e risposta.

10- Fonte di ricchezza e ispirazione, The Other è l’Altro in  ogni sua forma: naturale, sovrannaturale e addirittura fantascientifica. Ma anche una fuga da noi stessi. E dalle ansie che ci opprimono. 

the other una mostra di sebastiano mauri by federico chiara, 10ragionix.it 2013