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La mostra personale di Sebastiano Mauri si presenta come un complesso sistema di richiami segnici tra simboli provenienti da contesti culturali molto diversi e distanti non solo dal punto di vista geografico. Come contrassegno dei collegamenti più arditi, per i quali questa mostra si connota, ci sono alcuni colori ricorrenti che innescano percorsi inusuali tra le composizioni proposte al visitatore, soprattutto il  blu e il rosso.

La procedura seguita per predisporre i materiali caratterizzanti la mostra in questione tende a rimandare all’allestimento dello studio dell’artista che è connotato, come denuncia lo stesso comunicato stampa della mostra, dall’“accumulazione e dalla catalogazione di immagini, simboli, oggetti, bric-à-brac”. Due ambiti semiologici differenti coabitano lo stesso spazio espositivo della Galleria Otto Zoo, simbologie sacre e iconografie inerenti alle rappresentazioni più usuali nella contemporaneità visiva a proposito dell’immaginario riguardante la categoria dell’alieno; per quel che concerne quest’ultima, il riferimento principale viene dalla science fiction. L’attenzione di Sebastiano Mauri per documenti e materiali che normalmente non rientrano nello studio della storia dell’arte costituisce  un metodo che supera i tradizionali confini fra le discipline, contro una lettura puramente estetizzante dell’opera artistica. Tra gli obiettivi dell’artista italo-argentino sembra esserci anche un tentativo di proporre un nuovo stile per la comunicazione parascientifica che, senza indulgere a semplificazioni didascaliche della complessità degli itinerari ermeneutici, raggiunga però il massimo di espressività ed efficacia. Pare che il laboratorio privato del ricercatore-artista, nuova versione dello “studiolo” umanistico, apra le sue porte e si mostri non solo, come sarebbe stato più ovvio, ai colleghi e agli studiosi interessati, bensì si apre al pubblico con le esposizioni degli oggetti raccolti, rendendo visibili i meccanismi della ricerca e, così esponendoli, li chiarisce e li spiega, attivando un circolo virtuoso tra ricerca artistica e  comunicazione. 

sebastiano mauri a ottozzo, by marco tagliafierro, flash art 2011